Ain't Misbehaving

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Nell'aria si respira un'aria diversa, profumata, leggera, frizzante. La privamera é arrivata portando il bel tempo, il cielo si é dipinto di blu ed i fiori di campo colorano i prati. La gente sembra meno imbronciata del solito e qualcuno abbozza più di un sorriso. Anche lo scontroso monsieur Bizet l'ha salutata con un mezzo ghigno quando é andata a ritirare la spesa per il primo grande pranzo all'aperto della stagione. Il più importante di tutti...



Quando era arrivata a Sarrians Vanille, che tutti chiamavano Van, era una persona in fuga, dal dolore, da una vita che non sentiva più sua, dall'ennesima relazione sbagliata, da una strada che faticava a trovare. Alla soglia dei 40 anni si era fermata, si era guardata intorno e si era chiesta chi sono? Cosa sto facendo? Cosa voglio dalla vita? Insomma era entrata in piena crisi esistenziale. 
"Sei matta!" le aveva detto Georgie, la sua migliore amica, bellissima, avvocato in carriera, felicemente sposata con un collega altrettanto attraente, quando le aveva confessato di voler mollare tutto, compagno e lavoro, per scappare alla ricerca di se stessa.
"Lasciala fare la vita è una sola" aveva replicato Alizée che, con il suo continuo peregrinare da un impiego temporaneo all'altro ed alla costante ricerca dell'uomo giusto, era più disincantata. Joëlle era rimasta in silenzio ad ascoltare. Non era da lei dare consigli di cui poi avrebbe potuto pentirsi. Era sinceramente affezionata a Vanille, ma era una convinta sostenitrice del vivi e lascia vivere e del chi vivrà vedrà, troppo ed eternamente indecisa per aiutare qualcun altro a fare una scelta. 
Ma Vanille aveva già deciso. Aveva tanti difetti, ma la mancanza di determinazione non era tra questi. Quando si metteva qualcosa in testa non c'era niente e nessuno al mondo che potesse fermarla.
Lasciare Ian era stato più semplice di quel che avesse creduto, ma non per questo meno doloroso. Da oltre un anno ormai la loro relazione si trascinava in una routine vuota e apatica. Si erano allontanati un po' alla volta, il distacco era stato graduale. Quando si erano conosciuti, cinque anni prima, tra loro c'erano stati un'attrazione ed un'intesa travolgente, non riuscivano a stare separati, come i poli opposti di due calamite. Lui taciturno, solitario, introverso e lei solare, espansiva, chiacchierona e socievole. Una coppia mal assortita, ma che funzionava alla perfezione. Poi però il meccanismo si era rotto, c'era stata un'inversione dei poli che li aveva spediti uno distante dall'altro. Se si fossa guardata indietro Van non avrebbe saputo dire con esattezza quando le cose fra di loro avessero iniziato a non funzionare più e questo le faceva ancora più male. 
Quando era partita per la Provenza, aveva poche cose con se, qualche vestito ed un libro, "La figlia di Mistral", complice della sua passione per il Luberon. Aveva portato anche un cd dei Délit d' Swing, che aveva comprato anni prima nel Marais durante una passeggiata con Ian, era diventato in assoluto uno dei suoi preferiti, le metteva allegria, era la sua ancora di salvezza nei momenti no, troppi ultimamente.
Una delle cose più preziose che aveva sempre con se era il quaderno delle ricette di nonna Adéle. I fogli a quadretti erano stati girati e consultati tante volte che erano tutti macchiati e consumati, uno, quello del suo dolce preferito, il Plumcake di Primavera si era staccato, ed era stato infilato in mezzo alle pagine piegato a metà.
"Questo dolce porta la primavera in casa Vanille. E' delicato e leggero, soffice e friabile, porta il sole fuori e dentro di te. Ma devi prepararlo con amore e per ogni ingrediente che aggiungi devi chiudere gli occhi ed esprimere un desiderio. La cucina è magia! Non mi credi? Io lo avevo preparato per conquistare nonno Bernard e poco dopo eravamo felicemente sposati. Ma devi prepararlo solo ed esclusivamente per la persona giusta!".
"Ma nonna come faccio a sapere quale sarà la persona giusta? Come facevi tu a sapere che sarebbe stato il nonno quello giusto?" aveva chiesto timidamente Vanille giocherellando con gli ingredienti sul tavolo.
Nonna Adéle era scoppiata a ridere reclinando indietro la testa, come faceva sempre.
"Mia carissima Vanille, te lo dirà il tuo cuore. Lo capirai da te. E' una sensazione travolgente. Non è solo passione, è pensare al futuro, ad una famiglia, a dei figli.... E' una stretta che ti prende tra l'ombelico ed il cuore. E' meraviglioso ed irrazionale, per questo è tanto difficile da spiegare, ma lo capirai.  Vedrai che lo capirai!"
Nonna le aveva dato un buffetto sulla guancia infarinandola tutta ed avevano continuato a preparare il dolce.


Vanille girovagò un po' senza destinazione fissa alla ricerca di un posto dove fermarsi, finché in un giorno di pioggia approdò a Sarrians, piccolissimo paesino del Luberon circondato da vigneti e campi di lavanda e girasole. Chiuse l'ombrello e si infilò nel bar sulla piazza. Dentro gli habituè del posto leggevano in silenzio il quotidiano o scambiavano due chiacchiere con il barista. Quando entrò Vanille, portandosi dietro un violento scroscio di pioggia, si girarono tutti a guardarla e poi, come se niente fosse, tornarono alle proprie occupazioni. Si sedette ad un tavolino accanto alla finestra ed ordinò un cafè au lait ed una fetta di tarte aux pommes. Aveva bisogno di scaldarsi e di qualcosa di dolce che le risollevasse l'umore.
"Sei straniera anche tu?". Vanille sobbalzò, non si era accorta della ragazza bionda seduta di fronte a lei ad un altro tavolino. Doveva avere all'incirca la sua stessa età. Era bella ed il suo sorriso era aperto e sincero. Van si rilassò diede un sorso al cafè au lait e rispose: "Vengo da Parigi, ma mia nonna aveva origini provenzali".
Vanille quasi non se ne rese conto ed in un batter d'occhio era seduta allo stesso tavolino della ragazza bionda. Si chiamava Magali veniva dal Belgio e faceva la restauratrice. Diversi anni prima aveva mollato tutto ed insieme alla sua famiglia si era stabilita in Provenza per avviare una chambre d'hotes. Insieme al marito Francois ed ai loro tre bambini Amelie, Clara e Sylvain avevano tirato su dal nulla una bastide meravigliosa, l'avevano progettata, costruita e restaurata. Il risultato era stato sorprendente. All'inizio non era stato semplice. La gente del posto è chiusa ed ostile con gli stranieri che vogliono mettere radici in Provenza, ma loro non si erano scoraggiati, si erano rimboccati le maniche ed avevano lavorato sodo ottenendo il rispetto dei cittadini di Sarrians.
Magali portò Vanille alla chambre d'hotes. Per raggiungerla dovettero percorrere un tratto breve tra prati e vigneti. Il profumo dell'erba bagnata dava a Vanille un senso di libertà e di pace. Il giardino era meraviglioso, un letto a baldacchino in ferro battuto, come nella più bella delle favole, troneggiava al centro del prato davanti all'ingresso della casa con le imposte celesti e la facciata in pietra. Tra le nubi stava spuntando il sole che si rifletteva sulle pareti della costruzione, avvolgendo il vecchio edificio in un'atmosfera magica. Vanille si sentì in pace con se stessa e con il mondo.


Aveva voglia di preparare il plumcake di primavera della nonna. Si era innamorata di quel posto. Era possibile innamorarsi di un posto?
Magali la fece sistemare in una stanza al piano terra sul retro della casa, affacciata sul prato. L'arredamento, in perfetto stile Provenzale, era meraviglioso. Magali era stata bravissima a scegliere i mobili e restaurarli.  Ogni pezzo era unico ed incantevole. Ogni mobile aveva una storia, ogni ornamento era stupendo e tutto si combinava alla perfezione creando un'atmosfera da sogno. Non a caso la chambre d'hotes si chiamava Terre des Anges. Vanille si stese sul letto sulle candide lenzuola profumate e scivolò in un lungo sonno ristoratore.
Si sentiva rinata. Non aveva ancora trovato se stessa, non aveva ancora trovato una via, ma si sentiva bene, a suo agio e felice. Si alzò di buon'ora, andò nella cucina all'aperto riservata agli ospiti, un altro angolo di paradiso. Prese uova, cioccolato, amido di mais e zucchero di canna e si mise a cucinare canticchiando Ain't Misbehavin. Apparecchiò il grande tavolo di legno sorvegliato da un centrotavola con due piccoli angeli in pietra seduti schiena contro schiena o sarebbe meglio dire ali contro ali. Anche Van in un certo senso sentiva di aver messo le ali, si sentiva leggera, corpo, testa, mente e cuore.
Apparecchiò con una delicata tovaglia color crema ed un runner che aveva lo stesso colore delle fragole che aveva sistemato sulla tavola. Al centro il plumcake di primavera di nonna Adéle, illuminato dalla prima luce del sole del mattino, aggiungeva una sfumatura di colore a tutte le altre. Il suo profumo era inebriante.
Quando Magali, Francois ed i bambini arrivarono a tavola rimasero senza parole. Gli ospiti arrivavano alla spicciolata. Quattro sorelle in vacanza con la madre anziana, una coppia con il figlio adolescente, una famiglia con due splendidi bambini e lui, Giacomo, scrittore siciliano in cerca di ispirazione. Alto, carnagione scura, capelli castani schiariti dal sole, fisico atletico, occhi di un verde acqua quasi trasparente, brillante. Ed il sorriso più bello che Vanille avesse mai visto, un sorriso che dalla prima volta le aveva fatto provare quella strana stretta tra l'ombelico ed il cuore. Era meraviglioso ed irrazionale, ma lo aveva capito fin dal primo istante che lui sarebbe stato il grande amore. Adesso capiva esattamente cosa aveva cercato di spiegarle nonna Adéle....


Vanille sistema i garofanini selvatici e fiori di campo in un vecchio innaffiatoio restaurato da Magali  e lo appoggia sul tavolo all'aperto della Terre des Anges. Intorno a lei era un tripudio di colori, dal rosa al viola ... ed ancora giallo, verde e bianco. I fiori fanno capolino in ogni angolo. Da vecchi barattoli, in ceste di paglia, in casse di legno dalle sfumature delicate. E' un giorno importante. E' il primo anniversario di fidanzamento con Giacomo. E' passato un anno da quando si sono trasferiti insieme in un piccolo appartamento ad Isle sur la Sourge. Lo hanno arredato con gusto. Con l'aiuto di Magali,  che la chiama per ogni avvenimento importante, ed il contributo prezioso del ricettario di nonna Adèle, Vanille ha realizzato il suo sogno ed ha aperto una piccola pasticceria che fa anche servizio di catering. L'ha chiamata "la primavera di Vanille". La scritta in verde salvia risaltava su una targa vintage color malva.
Oggi la giornata é interamente dedicata a loro, alla loro felicità, semplice e compiuta.  Georgie, Alizée e Joëlle arriveranno a momenti. Vanille non vede l'ora di riabbracciarle. Dallo stereo i Délit d' Swing suonano Ain't Misbehavin. In giardino i tavoli sono addobbati a festa, un trionfo di colori e di profumi di primavera. Sulle panche, bianche come il latte, ha sistemato morbidi cuscini colorati. Candele profumate bruciano dentro lanterne improvvisate in vecchi barattoli di vetro.
Vanille prende il suo plumcake, soffice e profumato, e lo sistema sul tavolo principale accanto al centrotavola. Si guarda intorno rapita dall'atmosfera magica di quel posto e pensa che non potrebbe esistere nome migliore. E' davvero la "terra degli angeli" che l'avevano guidata fin lì e l'hanno aiutata a trovare la strada per la felicità, fatta di cose semplici. Profumi e sapori, amicizia, amore, sole, sorrisi ed una ricetta magica scritta con la calligrafia ricurva ed ordinata di nonna Adéle su un foglietto a quadretti piegato a metà, custodito con amore tra le pieghe di un quaderno consumato che sapeva di zucchero e cannella.
Mentre Vanille, persa nei suoi pensieri, sta sistemando le ultime cose arriva Giacomo. E' straordinariamente bello come il giorno in cui l'aveva conosciuto. E' diventato il suo punto di riferimento, il suo complice. L'uomo con cui desiderava costruire un futuro, una famiglia, avere dei figli. Le va incontro, le sorride e le cinge la vita. E' tutto perfetto. A volte la realtà supera i sogni, basta crederci.  Sempre.
Dopo l'inverno arriva sempre la Primavera, profumata, fresca e deliziosa come una fetta di un magico plumcake!

Se cucinando o leggendo il racconto volete ascoltare la canzone che da il titolo alla storia cliccate su Dèlit d' Swing - Ain't Misbehavin e poi sul titolo della canzone!


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