Let her go

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L'immagine sfumata di Julie oltre il vetro opaco del dehor lo colpisce come un pugno nello stomaco facendogli versare un po' dell'aperitivo che si concede ogni sera in Place des Vosges, nel Marais, il quartiere dove ha scelto di vivere.
Per Matt, Julie era stata come una boccata d'ossigeno, un tornado improvviso, che arriva, incasina tutto e svanisce nel nulla. Per due settimane le loro vite si erano incrociate, tra pentole, padelle, spezie e fornelli. Matt era arrivato a Parigi dal New Jersey, con un grande sogno nel cassetto. Aprire un ristorante. Per i prime temps fa lo chef nel bistrot italiano “Da Mario”. Julie e' arrivata al ristorante cercando lavoro come cameriera in una piovosa giornata di settembre. Dolcevita nero, jeans e ballerine, capelli ed occhi castani, ha sempre l'aria imbronciata di una che vive sul chi va là, pronta a scappare da un momento all'altro. Di lei non dice nulla, tranne che ha 25 anni ed e' una vera parigina. E' taciturna, riservata ed inconsapevolmente affascinante, il che la rende ancora più bella. Non flirta con nessuno. Arriva sul lavoro puntuale, si tira su i capelli, inforca il grembiule ed inizia a servire ai tavoli senza fermarsi un istante. Allontana sguardi indiscreti o battute allusive con risposte brevi e sagaci. Matt non e' tra i suoi pretendenti, ma la studia a distanza.
Una sera a fine turno si trovano ad uscire insieme dal locale diretti entrambi verso la fermata della metro. “Ti va se facciamo due passi insieme?” le chiede. Lei lo osserva. Alto, spalle larghe, fisico asciutto, capelli castani chiari che cadono disordinati sulle spalle, bel sorriso, mai ostentato. Lo guarda dritto negli occhi grigi, che aveva ereditato dal nonno. Occhi curiosi, intelligenti, boni. 
Certo”, si sente rispondere, “Anzi non ho cenato. Ti va di venire da me a mangiare un boccone?”. 





Non le importa di essere sfrontata. Sa sempre cosa vuole. E adesso vuole Matt. Senza dubbi, senza ripensamenti. E' forse l'ultima occasione per prendersi ciò che desidera davvero e non vuole lascarsela sfuggire. Matt esita prima di accettare. Colpito dalla proposta di Julie, teme che, cedere subito, renderle la vita troppo facile, spenga il suo interesse per lui, ma il desiderio, represso per troppo tempo, lo spinge prepotentemente a seguirla. Salgono a bordo di una carrozza semivuota. Con loro un clochard abbandonato a dormire in un angolo, una guardia giurata dall'aria stanca e distratta ed un gruppo di giovani turisti chiassosi. Le loro mani si sfiorarono nel tentativo di tenersi al centro della pensilina di fronte all'uscita. Matt sembra divertito, ma Julie spegne sul nascere il suo sorriso coprendolo con le sue labbra, avide, calde, sorprendentemente audaci. Lui si ritrae sorpreso da una Julie così diversa da come l'aveva immaginata, non un tipo da effusioni in pubblico, ma lei lo incatena a se con lo sguardo. Matt le prende il viso tra le mani e la bacia ancora, con tutta la passione che gli esplode dentro. Scendono a Pigalle tenendosi per mano. Ridendo salgono di corsa le scale che portano nell'appartamento dove vive Julie. Una piccola mansarda vista tetti. Mentre lei cerca le chiavi per aprire la porta lui la cinge da dietro, le labbra che cercano la sua pelle, collo, orecchie, capelli. Avvinghiati continuano a baciarsi scontrando mobili e pareti finché non atterrano sul letto. Matt non si e' mai sentito cosi' vivo ... così felice. E' un sentimento nuovo, unico, irripetibile. 
Irrevocabile. Questo pensa Julie mentre fa l'amore con Matt. Tiene gli occhi incollati ai suoi decisa ad imprimere nella memoria ogni attimo, ogni respiro, per sempre. Matt si e' assopito quando dalla cucina sente il rumore di piatti e stoviglie. Si alza infilandosi jeans e maglietta, dopo averli raccolti lungo il corridoio. Quando entra nella stanza, gli sembra di esser proiettato nella scena clou di un film romantico. La tavola di legno al centro della sala e' apparecchiata a lume di candela. Tutto e' in stile provenzale, tranne l'isola per cucinare, moderna, in un candido colore beige porcellana in contrasto con le rifiniture wengè. Julie e' lì di fronte a lui e gli sorride. Spettinata, con indosso una tshirt ed un paio di pantaloncini sembra una liceale. Un profumo agrodolce invade la stanza. Lei gli porge un bicchiere di rosso e lo invita a sedere. La cena e' perfetta. Spiedini di pollo e fichi, accompagnati da una sfoglia di melenoci e finocchio. La presentazione stupefacente. 
Non sapevo fossi anche una brava cuoca” le dice. 
Sono tante le cose che non sai di me”, gli risponde con un vélo di nostalgia voce.
Le scoprirò un po' alla volta”. 
Lei, per la frazione di un secondo, volge lo sguardo alla finestra estraniandosi. Poi rivolgendogli un sorriso, che Matt non avrebbe mai dimenticato, si alza e lo raggiunge.



Una notte indimenticabile, perfetta, tanto perfetta da sembrare un sogno. 
E' l'ultima volta che vedrà Julie. Al mattino quando si sveglia lei non c'è più. Quando arriva di corsa "Da Mario" scopre che si é licenziata. Nessun biglietto. Nessuna spiegazione. Sotto le chiavi lasciate sul bancone ha trovato solo la ricetta del menu' della sera prima. In fondo alla pagina una frase :
Il fico, asse tra cielo e terra. Simbolo di vita, luce. Del bene e del mâle. Della nascita e della rinascita”.
Matt non ha più cercato di trovarla. L'ha lasciata andare. Ha capito, con la consapevolezza di chi ha incontrato l'amore, che non sarebbe tornata. Anne dodo , da conoscenti comuni ha saputo che si é sposata con un manager russo, un magnate dell'industria automobilistica ed ora viveva in una villa nei pressi degli Champs Elisée.
Negli ultimi dieci anni non era passato giorno che non avesse pensato a lei. Lei, l'esatta metà della mela che non avrebbe mai avuto. Anche lui si era sposato, aveva due bambini. Era felice. Come può esser felice chiunque abbia incontrato e poi perso l'amore vero, quello che capita una sola volta.


Julie, bellissima, austèra, semplicemente perfetta, avvolta in un elegante soprabito nero, passa oltre il locale senza far caso all'uomo che la osserva dal dehor. Tiene una bambina per mano. La piccola si gira e ride. Ha capelli dello stesso colore del miele di castagno ed occhi grigri che ridono. Matt è colto da un flash sconcertante quanto improbabile. La piccola può aver circa dieci anni... Il fico simbolo della nascita... della fecondità... Ma appena Julie e la bimba svoltano l'angolo, quel pensiero svanisce. L'immagine sfumata si spegne, come accade con i sogni quando ci svegliamo. A volte resta un bellissimo ricordo, a volte neppure quello. 
Dodo un momento di smarrimento in cui la tristezza lo avvolge come una nuvola Matt, si alza, si scrolla la nostalgia dai pensieri, si liscia il grembiule ed entra dentro al suo ristorante, "Côte Figue". 
Sono già le sette e lui ha una cena da preparare. 

Per ascoltare la canzone clicca su Let her go - Passenger


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