Candidi come la panna, soffici come zucchero filato, luccicanti come piccoli cristalli e meravigliosi come le stelle, poteva restare tutto il giorno ad osservare cadere i fiocchi di neve...
Se vuoi continuare a leggere il racconto clicca su I'll be home for Christmas
Quando Joy passò a prendere Nina, la trovò ancora in camicia da notte e ciabatte. Si era dimenticata della vacanza...
Se vuoi continuare a leggere il racconto clicca su Love is here to stay


"L'aria é frizzante, il sole che splende nel cielo limpido di settembre non fa ripiangere l'estate che si é appena conclusa, lasciando spazio ai colori caldi dell'autunno, ai foulard annodati intorno al collo, i baschetti calati sulla testa. Audrey cammina leggera nel villaggio di Saint Paul. Un mazzo di garofani rosa sottobraccio, il sorriso sul volto, la testa tra le nuvole ed il vento fresco che le solletica le guance. Un brivido le percorre la schiena, tra non molto sarà Natale, la sua festa preferita. Amici e parenti riuniti intorno ad un tavolo per brindare insieme e spacchettare i regali. Audrey ogni anno organizza la cena nel suo piccolo appartamento e sorprende gli invitati con un dolce speciale, originale e strepitoso. Passando davanti alla boutique di Pierre Hermé vede riflessa sella vetrina l'immagine sbiadita di un bistrot italiano ed é allora che le viene l'idea. Quest'anno préparerà un dolce italiano, anzi il dolce per eccellenza, uno dei più apprezzati e conosciuti anche all'estero, ma gli darà un tocco chic tutto parigino ed un sapore difficile da dimenticare, come l'emozione che si prova apprendo un dono tanto atteso o ricevendo un abbraccio inaspettato. Darà al suo dolce il sapore magico della sorpresa..."

 Tiramisu' con nougat et nougatine alla parisienne! 




La sentite anche voi vero? Io inizio ad entrave in fibrillazione dall'inizio ufficiale dell'autunno, quando i caldi cappotti di lana prendono posto nelle vetrine, le strade si riempiono di persone infagottate che fanno shopping, le giornate si accorciano, le tisane prendono il posto delle bibite fresche ed inizio a dormire con i calzettoni di lana. E' ufficialmente iniziato anche per me il conto alla rovescia per Natale. Quest'anno, per la prima volta, potro' assaporare in pieno l'atmosfera natalizia parigina, vivere la ville Lumière nel suo periodo di autentico splendore e nel frattempo pensare a tutte le cose buone che potro' preparare sotto le feste. Ed iniziare subito a sperimentare!
Vagando su internet ho trovato l'ispirazione sul sito della Galbani nella sezione dedicata al pranzo di Natale
La ricetta, più che invitante, é quella del tiramisù al torrone. Io pero' ne ho realizzato una versione più light usando yogurt e ricotta e (soprattutto) decisamente parigina. 
Prendetene un cucchiaio, chiudete gli occhi, lasciatevi sedurre dalla croccantezza del macaron che si scioglie sul palato e si sposa alla perfezione con la consistenza vellutata della crema, fresca, leggera, ma sufficientemente dolce da farvi sognare ad occhi aperti. In un baleno sarete sul mio balconcino a spiare le personé che sfilano lungo il boulevard e ad immaginare le avventure romantiche che animanto i minusculi apparamenti delle chambres des bonnes, dove le finestrelle che sbucano dal sottotetto sfiorano il cielo e régalano scorci di vista e di vita indimenticabili. 
Tutto questo solo al primo boccone... 
Allora cosa ne dite di preparare questi dessert deliziosi insieme a me?




Ingredienti

Una confezione di ricotta Galbani, che per fortuna si trova anche qui a Paris :)
 (volendo potete usare anche quella già zuccherata per dolci)
Un torroncino morbido
Nougatine sbriciolato
panna da montare per dolci circa 20 cl
yogurt greco una confezione
zucchero a vélo qb
savoiardi 
caffé qb
mini macarons



Per prima cosa montiamo la panna con un cucchiaino di zucchero a vélo. In un altro contenitore con una frusta mescoliamo ricotta, yogurt e zucchero a vélo qb (secondo i vostri gusti) fino a raggiungere una consistenza cremosa, quasi spumosa. Poi delicatamente uniamo la panna al composto di ricotta e yogourt. Prepariamo il caffé senza zuccherarlo, prendiamo il torroncino tagliato a pezzetti e lo mettiamo nella tazza per aromatizzarlo. Ora abbiamo tutti gli ingredienti per preparare il nostro tiramisù. In un contenitore in vetro disporre al centro i savoiardi leggermente inzuppati nel caffé aromatizzato e poi sistemare i macaron lungo il bordo del vasetto in modo che si vedano dall'esterno. Coprire con la crema facendo attenzione a non sommergere i macaron, distribuire un po' di nougatine 
sulla superficie e poi preparare un altro strato allo stesso modo, savoiardi, macaron, crema e terminare con uno strato generoso di nougatine ed altri macaron per decorare. Se volete potete spolverare la superficie con cacao in polvere o cannella a seconda dei vostri gusti, oppure potete aggiungere fichi caramellati o frutti rossi, per dare un tocco ancora più natalizio. Mettete le coppette almeno un'ora in frigo prima di servirle per far rassodare la crema. 
Et voilà sognatrici in pochissimo tempo i vostri tiramisù alla parisienne sono pronti e sono buonissimi davvero. Vi faranno fare un figurone! E magari chissà... faranno venir voglia alla vostra dolce metà di regalarvi un viaggio romantico a Paris. Pourquoi pas? ; )


Se desiderate calarvi pienamente nell'atmosfera parigina mentre preparate questo delizioso tiramisù vi consiglio di ascoltare C'est si bon - Jolie Môme






"L'albero di fico che aveva piantato tanti anni prima suo nonno Vito facetta ombra sul lungo tavolo di legno striato di bianco, dove qualche timido raggio di sole, che di prepotenza si infilava tra le foglie, illuminava un banchetto colorato ed invitante. Un piatto di tartelette a forma di margherita attirava l'attenzione dei presenti che lo ammiravano muti ed estasiati come davanti ad un quadro di Monet. Celine aveva curato ogni minimo particolare, dalla scella dei piatti, a quella dei fiori sparsi sul tavolo nei delicati toni pastello. Dagli antipasti al dolce, aveva studiato minuziosamente ogni minimo accostamento, un'occasione speciale ha bisogno di un banchetto speciale.  E quello di Celine era perfetto perché ruotava tutto intorno all'ingrediente principale, quello che rende unica e magica ogni portata, l'amore..."

Tartelette du sourire



Eccomiiiii! mie care sognatrici con l'inizio dell'autunno e dell'école maternelle a tempo piano per Dario, finalemente riesco a dedicarmi un po' di più al blog! Ed é con grandissimo ed immenso piacere che questo mese sono riuscita nuovamente a partecipare a re-cake 2.0!!!

Da amante del caprino e elle combinazioni di dolce e salato non potevo davvero perdermi la ricetta di questo mese, delle deliziose e bellicisme tartelette con formaggio, uva caramellata e rosmarino. Il résultats é stato sorprendente, e l'utilizzo della farina di mandore per i gusci da alla ricetta quel tocco manioc che la rende davvero spéciale!

Cosa ne dite volete provare insieme a me? Ne vale davvero la pena! Queste mreavigliose tartellette sono l'idéale per un pique-nique di inizio autunno o per garnir una tavola autunnale. A me sono piaciute tantissimo e pense che replichero' prestissimo! Bravissimo, come sempre, le ragazze di recake, che riescono sempre a scovare ricette strepitose ;)




Ingredienti
 (per 7 mini tartelette)

Per i gusci delle tartellette

190 grammi di farina di mandorle

20 gr di farina 00

10 gr di tapioca o fecola di patate

45 ml di olio per gli stampi 

1/4 di cucchiaino di lievito chimico

La punta di un cucchiaino di sale

1 uovo

Per la farcia al formaggio di capra

225 grammi di caprino
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di rosmarino fresco
15 ml di olio extravergine di oliva
30 ml di di succo di limone
Qualche cucchiaiata di acqua
Sale qb
Pepe qb

Per l'uva arrostita

250 grammi di uva bianca e nera da moscato
cucchiaio di olio extravergine di oliva
Sale qb
Pepe qb


Pronte a partire? Per primissima cosa prepariamo i gusci delle nostre tartellette. Accendiamo il forno a 175°. Oliamo gli stampi, io ne ho usato 7 piccoli, mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolare, non vi preoccupate se l'impasto non sarà compatto perché lo amalgamerete bene con le dita mettendolo negli scampi. Infornare per 20 minuti circa finché i gusci non résultant dorati. Fare raffreddare e togliere i gusci dagli stampi. Nel frattempo alzare a 200 la temperatura del forno per far cuocere l'uva.

Prendere i due grappoli d'uva,  bianca e nera, e disporli su una placca da forno coperta con la carta ad hoc, bagnare con un po' d'olio d'olive, salare e pepare. Quindi infornare per 20-30 minuti fiché gli acini non scoppiano ed il succo caramella.

Mentre l'uva cuoce prepariamo la farcia. Mettere agile e romarino in un mixer e tritare fino a sminuzzarli. Aggiungere poi il caprino, l'olio ed il succo di limone.
Frullate finché non avrete ottenuto una consistenza liscia e cremosa, aggiungendo se necessario un po’ d’accu. Io ne avro' aggiunto giusto due cucchiai.

Una volta raffreddati riempire i gusci con la crema ottenuta e mettere le tartelette in frigo per far rassodare la farcia.

Quando l’uva si sarà raffreddata e la farcia al formaggio si sarà rassodata, guarnire con i chicchi d'uva, su lui io ho aggiunto un po' di succo di quello caramellato nel forno ed una punta di miele. Et voila' le vostre deliziose tartelette sono pronte da gustare!



Allora sognatrici cosa ne pensante? Questa magnifica ricetta non ha conquistato anche voi? Sto gin pensando di replicare, ma visto che purtroppo l'aglio (che mi piace tantissimo) non lo digerisco, pensavo di provare una versione senz'aglio con un po' di miele incorporato nella farcia ed i fichi al posto dell'uva ed una colatura di balsamico ai fichi, con magari qualche gheriglio di noce. Cosa ne pensante? Aspetto i vostri commenti ed i vostri preziosi suggerimenti! 

PS vi avverto già di restere sintonizzate sul blog perché la prossima ricetta sarà qualcosa di veramente strepitoso!!! 




Grazie staff di re-cake 2.0 le vostre recette sono sempre "super" come si dice qui a Paris!
Merciiiii <3




Che ne dite di una bellissima colonna sonora per preparare queste deliziose tartellette? Cliccate su C'est Magnifique - Avalon Jazz Band e non resterete deluse ;)

"Il sole che filtra tra le tende e si posa sul cuscino le da il buongiorno come solo una bella giornata di settembre sa fare. Colette apre gli occhi color caramello, allunga le braccia e sorride. Che sogno meraviglioso, di quelli leggeri ed impalpabili che, appena sbatti le ciglia, volano via come uno stormo di farfalle. Colette si alza e si avvicina alla finestra. L'aria é frizzante, ma il sole concédé ancora un tiepido abbraccio consolatore. La giornata ideale per un pique-nique lungo la Senna. Impaziente e felice Colette prende i jeans e le sue scarpe gialle pronta a correre incontro ad una nuova giornata piena di promesse..."



Per un pique-nique perfetto a Parigi ricorda che...



Ci vuole un outfit perfetto....

I parigini e le parigine ammirano tantissimo la moda italiana, io invece adoro lo stile alla "parisienne" che in fondo non esiste, ma consiste in un'eleganza innata che poche possono concedersi indossando cose semplici, come le ballerine, calzate come se fossero nuvole su cui camminare per insieguire i sogni con i piedi leggeri ed il naso all'insù ... ecco perché anche per un semplice pique-nique scegliere come vestirsi é importantissimo!



... con scarpe perfette...

... E cosi' ho scelto queste bellissime ballerine giallo senape, che mi sono costate solo 30 euro in una catena che personalmente adoro... 



Ma soprattutto ricorda che ...

... non bisogna mai e sottolineo mai fare lunghi percorsi con le scarpe nuove... non vi dico il dolore... Scesa dalla métro non riuscivo a fare un passo, mi sono incerottata tutta e con immensa fatica sono riuscita a raggiungere una postazione sul Quai dell'Hotel de Ville trascinandomi visto che il resto del Quai é ancora occupato da Paris Plage... (ed io comunque non sarei riuscita ad arrivare oltre)



...Bisogna scegliere un luogo adatto...

Scelti abiti e scarpe (sigh) non resta che preparare il cestino (io non ce l'ho ancora, é nei desideri sulla mia letterina per Babbo Natale - ebbene si io ci credo ancora -), e cercare un posto adatto. Parigi offre infinité possibilita, dagli Champ de Mars all'ombra della Tour Eiffel ai parsi bellissimi (ad esempio quello di Buttes-Chaumont con una vista incredibile) e sempre aperti, ma il mio posto preferito é sui quai lungo la Senna o sull'Ile de la Cité che personalmente adoro.  


Se non sei riuscita a preparare qualcosa a casa poco importa ...

 perché qui le boulangerie sono fornitissime di cose deliziose, dolci e salate, inoltre al supermercato potrete trovare tutto l'occorrente, posate, piatti, bicchieri disegnati e colorati (tutto quello che vedete nelle foto, tovaglia compresa, l'ho preso al Monoprix)




Basta poco per essesre felici...

Una buona compagnia, il mio bimbo, pizza, pan au chocolat, una buona lettura come As You Like, una vista incantevole e scarpe comode (non vi dico l'immenso sollievo quando me le sono tolte) 







... Non servono le ballerine per sentirsi una vera parisienne...

... Anche se non ho le mie ballerine di cristallo (che chissà poi quanto erano scomode) e le mie ballerine gialle finiranno sella Senna (o più probabilmente in fondo all'armadio), mi sento più fortunata di Cenerentola quando posso ammirare incantata panorami come questo con accanto il mio piccolo principe...




... Per un pique-nique perfetto a Parigi in fondo bastano poche cose... 

... lo diceva anche una canzone di un po' di tempo fa... 
... Sole, cuore, amore ... 
... e delle scarpe comode "ça va sans dire!"



Bon pique-nique sognatrici, noi l'abbiam finito cosi'!




Per un pique-nique perfetto a Parigi vi consiglio di ascoltare Sympathique - Pink Martini





"Piccole, rotonde, dorate, come la luce del sole ad agosto, spolverate di zucchero a velo che cade leggero ed impalpabile come la neve d'estate ed un profumo che incanta come quello di Zoe che profumo non ne aveva mai messo, ma aveva l'odore del mare, di una risata che parte dal cuore, di un bacio rubato sotte le stelle. Aveva il profumo inconfondibile ed indimenticabile del primo amore... dolce, stuzzicante e irrimediabilmente breve, come una fetta deliziosa di tarte aux mirabelles... "


Tarte aux mirabelles




Sognatici eccomiiii!!! Dopo questa lunghissima pausa estiva sono tornata :) Le vacance sono andante  bene ed ormaie fanno parte del bagaglio di ricordi che custodiamo con tanta cura. Settembre é iniziato nel migliore dei modi, con un sole meraviglioso che veste Parigi di una luce speciale e tra poco Dario inizierà l'école maternelle e quindi avro' più tempo per postare nuove ricette, scrivere nuovo racconti e portarvi con me a spasso per Parigi! Cosa ne pensante?

Non so voi, ma io in questo periodo mi sto letteralmente strafogando di fichi e mirabelles, che buone come qui in Francia non ne ho mai mangiate! Cosa ne dite di preparare insieme una tarte aux mirabelles? Ottima per una merenda e l'idéale per un pic nic di fine estate.... Immaginante la Senna, una tovaglia a quadretti rossi e bianchi appoggiata sugli argini del Quai, due calici di champagne, la luce di Parigi al tramonto... ed il sapore magico di una fetta di tarte aux mirabelles... ecco state immaginando la felicità allo stato puro...



Ingrédients

Per la pasta potete usare una sablée di quelle comprate al superercato (qui sono ottime)
oppure una brisée fait maison

Per la brisée veloce veloce

250 gr di farina
1 uovo
2 cucchiai d'acqua fredda
125 gr di burro
1 pizzico di sale

Per la crema delicata

3 rossi d'uovo
60 gr di zucchero
20 gr di farina
Aroma alla vaniglia (oppure limone) qb



Per prima cosa lavare  asciugare e tagliare a metà le mirabelles privandole del nocciolo. Metterle da parte. Per preparare la pasta brisée setacciare la farina, aggiungere il burro ammorbidito, le uova il sale e lavorare con le dita, senza scaldare troppo l'impasto, quindi aggiungere l'acqua fredda e formare una palla che lascerete riposare in frigo, avvolta nella pellicola, circa due ore. Nel frattempo prepariamo la crema :) Portare il latte ad ebollizione, spegnere e lasciatelo da parte. Intanto montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso ed aggiungere la farina. Mescolare e poi versare sul composto il latte caldo, mescolare ancora e rimettere tutto sul fuoco, far bollire un minuto circa e girare velocemente. Aggiungere l'aroma scelto, assicurarsi di aver sciolto tutti i grumi e versare la crema in una ciotola a raffreddare ;) 
Prendere la pasta brisée dal frigo oppure la sablée pronta e stenderla su una tortiera ( io ho usato quella per crostata con fondo staccabile) bucherellare il fondo con una forchetta e lasciar riposare in frigo per un'ora circa.

Mi raccomando cercate di restistere alla tentazione di mangiarla tutta a cucchiaiate :D 
Preriscaldate il forno a 180°

Prendete la tortiera dal frigo, spalmare sul fondo la crema ripartendola bene e sitsemare le mirabelles con la gobbetta all'insù, spolverare con zucchero a vélo a piacere ed infornare per 45 minuti circa.

Una volta raffreddata spolverare di zucchero a velo e mangiare a volontà!...



Oppure mettere la torta in un cestino di paglia insieme ad una baguette, i calici e del brie fresco! Appuntamento alle 17 sul quai de l'Hôtel-de-Ville. Lo champagne lo porto io!

À tout à l'heure!


Preparando questo dolce e degustandolo vi consiglio di ascoltare questo cd che riempie il cuore di emozioni Una somma di piccole cose - Niccolo Fabi


"Dolce come il primo bacio, office come una caressa, indispensable come la passione, il clafoutis dell'amore eterno non tradirà mai le votre aspettative ..."


Il clafoutis dell'amore eterno




Ben ritrovate sognatrici! Si lo so che il tempo elle ciliegie é finito, ma per questa ricetta potete utilizzare fragole, lamponi, albicocche e tutto quel che vi suggerisce la vostra fantasia! Non potevo lasciarvi senza. Se é vero che il clafoutis in versione light é sorprendentemente buono ... bé questo é "lussurioso" un peccato di gola che ogni tanto é giusto concedersi. Da preparare per un romantico tête-à-tête, un pique-nique, una colazione a letto nel weekend, uno spuntino di mezzanotte ... insomma c'é sempre un buon motivo per mangiare una fetta di questo dolce delizioso ;)





Ingredienti

Ciliegie qb

200 ml di latte

100 ml di crème fleurette

3 Uova

100 gr di zucchero

130 di farina Pandisempre Mulino Marino

1 pizzico di sale






Per primissima cosa preriscaldare il forno a 180°. Poi lavare e denocciolare le ciliegie. Metterle a macerare con la metà hello zucchero in un piatto ed intanto preparate il resto. Imburrare una teglia, io ne ho usate due piccole. In una ciotola capiente mettere lo zucchero restante, la farina ed il sale, mischiare bene. A parte sbattere le uova ed aggiungerle sella ciotola con le farine. Mescolare bene e poi aggiungere latte e crème fleurette. Mescolare angora per amalgamera bene il tutto. Prendere la teglia, disporre le ciliegie sul fonds e ricoprirle con il composte liquido. Infornare per mezz'ora o poco più fiché la torta non risulta dorata. Estrade il clafoutis dal forno, lasciare raffreddare e cospargere a piacere con zucchero o zucchero a vélo.




Visto com'é stato facile preparare questo clafoutis insieme? Sono convinta che rientrerà nella top ten dei vostri dolci preferiti, un piccolo assagio di Parigi... Chiudete gli occhi... date un morso alla vostra fetta di clafoutis e vi ritroverete sul balconcino con me ad osservare i tetti e le stade di Paris ... Vi aspetto! ;)




Se cucinando questo delizioso clafoutis volete ascoltare la canzone che ha accompagnato la sua preparazione cliccate su Francis Cabrel - Je l'aime à mourir

L'immagine sfumata di Julie oltre il vetro opaco del dehor lo colpisce come un pugno nello stomaco facendogli versare un po' dell'aperitivo che si concede ogni sera in Place des Vosges, nel Marais, il quartiere dove ha scelto di vivere.
Per Matt, Julie era stata come una boccata d'ossigeno, un tornado improvviso, che arriva, incasina tutto e svanisce nel nulla. Per due settimane le loro vite si erano incrociate, tra pentole, padelle, spezie e fornelli. Matt era arrivato a Parigi dal New Jersey, con un grande sogno nel cassetto. Aprire un ristorante. Per i prime temps fa lo chef nel bistrot italiano “Da Mario”. Julie e' arrivata al ristorante cercando lavoro come cameriera in una piovosa giornata di settembre. Dolcevita nero, jeans e ballerine, capelli ed occhi castani, ha sempre l'aria imbronciata di una che vive sul chi va là, pronta a scappare da un momento all'altro. Di lei non dice nulla, tranne che ha 25 anni ed e' una vera parigina. E' taciturna, riservata ed inconsapevolmente affascinante, il che la rende ancora più bella. Non flirta con nessuno. Arriva sul lavoro puntuale, si tira su i capelli, inforca il grembiule ed inizia a servire ai tavoli senza fermarsi un istante. Allontana sguardi indiscreti o battute allusive con risposte brevi e sagaci. Matt non e' tra i suoi pretendenti, ma la studia a distanza.
Una sera a fine turno si trovano ad uscire insieme dal locale diretti entrambi verso la fermata della metro. “Ti va se facciamo due passi insieme?” le chiede. Lei lo osserva. Alto, spalle larghe, fisico asciutto, capelli castani chiari che cadono disordinati sulle spalle, bel sorriso, mai ostentato. Lo guarda dritto negli occhi grigi, che aveva ereditato dal nonno. Occhi curiosi, intelligenti, boni. 
Certo”, si sente rispondere, “Anzi non ho cenato. Ti va di venire da me a mangiare un boccone?”. 





Non le importa di essere sfrontata. Sa sempre cosa vuole. E adesso vuole Matt. Senza dubbi, senza ripensamenti. E' forse l'ultima occasione per prendersi ciò che desidera davvero e non vuole lascarsela sfuggire. Matt esita prima di accettare. Colpito dalla proposta di Julie, teme che, cedere subito, renderle la vita troppo facile, spenga il suo interesse per lui, ma il desiderio, represso per troppo tempo, lo spinge prepotentemente a seguirla. Salgono a bordo di una carrozza semivuota. Con loro un clochard abbandonato a dormire in un angolo, una guardia giurata dall'aria stanca e distratta ed un gruppo di giovani turisti chiassosi. Le loro mani si sfiorarono nel tentativo di tenersi al centro della pensilina di fronte all'uscita. Matt sembra divertito, ma Julie spegne sul nascere il suo sorriso coprendolo con le sue labbra, avide, calde, sorprendentemente audaci. Lui si ritrae sorpreso da una Julie così diversa da come l'aveva immaginata, non un tipo da effusioni in pubblico, ma lei lo incatena a se con lo sguardo. Matt le prende il viso tra le mani e la bacia ancora, con tutta la passione che gli esplode dentro. Scendono a Pigalle tenendosi per mano. Ridendo salgono di corsa le scale che portano nell'appartamento dove vive Julie. Una piccola mansarda vista tetti. Mentre lei cerca le chiavi per aprire la porta lui la cinge da dietro, le labbra che cercano la sua pelle, collo, orecchie, capelli. Avvinghiati continuano a baciarsi scontrando mobili e pareti finché non atterrano sul letto. Matt non si e' mai sentito cosi' vivo ... così felice. E' un sentimento nuovo, unico, irripetibile. 
Irrevocabile. Questo pensa Julie mentre fa l'amore con Matt. Tiene gli occhi incollati ai suoi decisa ad imprimere nella memoria ogni attimo, ogni respiro, per sempre. Matt si e' assopito quando dalla cucina sente il rumore di piatti e stoviglie. Si alza infilandosi jeans e maglietta, dopo averli raccolti lungo il corridoio. Quando entra nella stanza, gli sembra di esser proiettato nella scena clou di un film romantico. La tavola di legno al centro della sala e' apparecchiata a lume di candela. Tutto e' in stile provenzale, tranne l'isola per cucinare, moderna, in un candido colore beige porcellana in contrasto con le rifiniture wengè. Julie e' lì di fronte a lui e gli sorride. Spettinata, con indosso una tshirt ed un paio di pantaloncini sembra una liceale. Un profumo agrodolce invade la stanza. Lei gli porge un bicchiere di rosso e lo invita a sedere. La cena e' perfetta. Spiedini di pollo e fichi, accompagnati da una sfoglia di melenoci e finocchio. La presentazione stupefacente. 
Non sapevo fossi anche una brava cuoca” le dice. 
Sono tante le cose che non sai di me”, gli risponde con un vélo di nostalgia voce.
Le scoprirò un po' alla volta”. 
Lei, per la frazione di un secondo, volge lo sguardo alla finestra estraniandosi. Poi rivolgendogli un sorriso, che Matt non avrebbe mai dimenticato, si alza e lo raggiunge.



Una notte indimenticabile, perfetta, tanto perfetta da sembrare un sogno. 
E' l'ultima volta che vedrà Julie. Al mattino quando si sveglia lei non c'è più. Quando arriva di corsa "Da Mario" scopre che si é licenziata. Nessun biglietto. Nessuna spiegazione. Sotto le chiavi lasciate sul bancone ha trovato solo la ricetta del menu' della sera prima. In fondo alla pagina una frase :
Il fico, asse tra cielo e terra. Simbolo di vita, luce. Del bene e del mâle. Della nascita e della rinascita”.
Matt non ha più cercato di trovarla. L'ha lasciata andare. Ha capito, con la consapevolezza di chi ha incontrato l'amore, che non sarebbe tornata. Anne dodo , da conoscenti comuni ha saputo che si é sposata con un manager russo, un magnate dell'industria automobilistica ed ora viveva in una villa nei pressi degli Champs Elisée.
Negli ultimi dieci anni non era passato giorno che non avesse pensato a lei. Lei, l'esatta metà della mela che non avrebbe mai avuto. Anche lui si era sposato, aveva due bambini. Era felice. Come può esser felice chiunque abbia incontrato e poi perso l'amore vero, quello che capita una sola volta.


Julie, bellissima, austèra, semplicemente perfetta, avvolta in un elegante soprabito nero, passa oltre il locale senza far caso all'uomo che la osserva dal dehor. Tiene una bambina per mano. La piccola si gira e ride. Ha capelli dello stesso colore del miele di castagno ed occhi grigri che ridono. Matt è colto da un flash sconcertante quanto improbabile. La piccola può aver circa dieci anni... Il fico simbolo della nascita... della fecondità... Ma appena Julie e la bimba svoltano l'angolo, quel pensiero svanisce. L'immagine sfumata si spegne, come accade con i sogni quando ci svegliamo. A volte resta un bellissimo ricordo, a volte neppure quello. 
Dodo un momento di smarrimento in cui la tristezza lo avvolge come una nuvola Matt, si alza, si scrolla la nostalgia dai pensieri, si liscia il grembiule ed entra dentro al suo ristorante, "Côte Figue". 
Sono già le sette e lui ha una cena da preparare. 

Per ascoltare la canzone clicca su Let her go - Passenger


Da quando vivo a Parigi ho scoperto che...


Non esiste angolo in tutta la Ville Lumière che non sia dedicato ad un bistro, ad un café, ad una boulangerie ... oppure a Nicolas, conquistatore dei coin più belli della città



Non esiste posto che non sia raggiungibile con la metropolitana, che qui si distingue con i numeri e non con i colori... C'est super! ... anche se qualche ascensore per disabili e mamme con passeggino io lo metterei, ... ma forse é per questo che i parigini sono cosi' magri... per l'infinita serie di scale da scendere e salire per entrare ed uscire dal métro ... avete presente l'uscita di Montparnasse... un percorso infinito :-)




Paris é il regno della produzione del make-up e di prodotti per la cura della persona, Loreal in testa, ma le parigine preferiscono il look nature. Se non fosse per noi "expat" Sephora sarebbe destinata al fallimento, ma d'altro canto le parisiennes doc sono affascinanti anche senza trucco...


Che le parisiennes non ci tengono al trucco, ma amano avere le unghie in ordine visto che i bar à ongles sono quasi più numerosi che le boulangerie :)





Che i parigini riconoscono gli italiani dalle scarpe che indossano, soprattutto se made in Italy, perché diciamocelo, qui é tutto meraviglioso... ma le scarpe proprio no!



Che se sei gentile, sorridente ed educato non basta perché se non inizi la frase con "Bonjour" e non la termini con "s'il vous plait" sarai guardato malissimo...





Che le migliori previsioni meteo sono quelle "faidate" guardando fuori dalla finestra prima di uscire. Mai visto un posto dove le previsioni, non solo cambliano ogni giorno, ma addirittura dopo poche ore... e comunque mai uscire senza ombrello, foulard, berretto ed occhiali, per essere pronti ad ogni capriccio del cielo parigino...





Che a Parigi non ci sono più le mezze stagioni, ma neppure le stagioni a dirla tutta... anzi si qui ne esiste solo una inverno, inverno ed ancora inverno... si anche a giugno!



Che i bambini parigini non urlano, non piangono, non fanno i capricci, stanno composti a tavola, sono educati, mangiano la verdura e vanno a letto entre le otto... Ok genitori parigini o voi siete bravissimi a mentire e tra le mura domestiche i vostri figli si transformano nell'incredibile Hulk... oppure tirate fuori dall'armadio Maga Mago', Amelia, Ursula, il genio della lampada o chi per loro e passatemi subito l'incantesimo!


Che tra pregi e difetti, come nelle grandi store d'amore, non esiste posto al mondo dove mi senta cosi' a mio agio, ispirata e felice <3 





Merci Paris, je t'aime à mourir!



Se leggendo questo post volete ascoltare la stressa canzone che mi ha accompagnato scrivendolo cliccate su Je l'aime à mourir - Francis Cabrel





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